Osservare l’albero da dentro

di Giorgia Bollati e Maria Chiara Voci

Una casa tra i rami può essere il punto di partenza per un nuovo abitare e per ritrovare il contatto con la natura che nella nostra società rischiamo di perdere

Arrampicarsi su un albero per osservare il mondo da una nuova prospettiva. E per mettersi al sicuro da un eventuale pericolo. È un gesto ancestrale, che richiama i nostri istinti più primitivi e che oggi si è trasformato in un sogno fiabesco. Ma non solo. Salire su un albero è una presa di posizione. Non come quella di Cosimo di Rondò – il protagonista del Barone rampante di Italo Calvino – che visse tra i rami per vivere separato dalle persone; significa, piuttosto, mettersi in simbiosi con un altro essere, da cui lasciarsi ispirare in quanto a bioritmo, lentezza e silenzio.

Una casa sull’albero – che casa a tutti gli effetti non è – rappresenta un rifugio in cui trovare se stessi e in cui misurarsi con la grandezza e la resilienza di una creatura adattabile che, prima di tutto, va rispettata in quanto ospite. Chi immagina di poggiare una casa sui rami…

Articolo pubblicato su Casa Naturale novembre-dicembre 2020

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